Descrizione
Gli Arsenali della Repubblica sono ciò che resta del cantiere dove Pisa costruiva le sue galee, nella zona ovest della città, nell'area della Cittadella. Del grande complesso è rimasto un solo capannone, restaurato e oggi usato per mostre.
Il pezzo forte è proprio il capannone medievale, un grande edificio dove si costruivano e si riparavano le galee. I bombardamenti ne fecero crollare il tetto, e la ricostruzione delle arcate permette di capire com'era fatto.
Intorno si estende l'area della Cittadella, dedicata all'archeologo siriano Khaled al-Assad, ucciso dallo Stato islamico nel 2015 mentre difendeva il patrimonio culturale di Palmira. Serve da supporto al Museo delle Navi Antiche di Pisa.
Nel Duecento qui, in una zona chiamata Tersana, c'erano soltanto magazzini portuali fuori dalle mura, lungo un canale che portava all'Arno. Poi la Repubblica, al culmine della sua potenza marinara, scavò un bacino artificiale collegato al fiume dalla Porta delle Galee.
Dentro lavoravano tecnici specializzati, ognuno su una parte della nave: un sistema quasi da fabbrica moderna. Nel 1261 tutto il perimetro fu chiuso da mura, con le torri del Canto e Ghibellina, perché il luogo era diventato strategico.
Con il declino della Repubblica una parte degli arsenali fu distrutta e trasformata in magazzini e fabbriche di armi. Dopo la conquista fiorentina del 1406 l'area fu vietata ai pisani: furono costruite altre fortificazioni, come la Torre Guelfa.
Nel Cinquecento la zona perse la funzione militare. Dove stavano i capannoni nacque l'Orto Botanico, poi spostato altrove, e nel Settecento una caserma per la cavalleria. I bombardamenti del 1943 fecero crollare tutta la copertura dell'unico capannone rimasto.
Nel dopoguerra l'architetto Giovanni Michelucci ideò un parco dedicato a Galileo per l'intera Cittadella, ma il progetto non fu mai completato. La riqualificazione è arrivata solo dopo il 2010, quando il Comune ha acquistato l'area: tre anni di lavori e circa cinque milioni di euro, in gran parte da fondi europei.
Oggi lo spazio ospita esposizioni temporanee e anche matrimoni e ricevimenti. Il consiglio è guardare le arcate con un occhio storico: sono l'unica traccia concreta di quando Pisa dominava il Mediterraneo.
Il pezzo forte è proprio il capannone medievale, un grande edificio dove si costruivano e si riparavano le galee. I bombardamenti ne fecero crollare il tetto, e la ricostruzione delle arcate permette di capire com'era fatto.
Intorno si estende l'area della Cittadella, dedicata all'archeologo siriano Khaled al-Assad, ucciso dallo Stato islamico nel 2015 mentre difendeva il patrimonio culturale di Palmira. Serve da supporto al Museo delle Navi Antiche di Pisa.
Nel Duecento qui, in una zona chiamata Tersana, c'erano soltanto magazzini portuali fuori dalle mura, lungo un canale che portava all'Arno. Poi la Repubblica, al culmine della sua potenza marinara, scavò un bacino artificiale collegato al fiume dalla Porta delle Galee.
Dentro lavoravano tecnici specializzati, ognuno su una parte della nave: un sistema quasi da fabbrica moderna. Nel 1261 tutto il perimetro fu chiuso da mura, con le torri del Canto e Ghibellina, perché il luogo era diventato strategico.
Con il declino della Repubblica una parte degli arsenali fu distrutta e trasformata in magazzini e fabbriche di armi. Dopo la conquista fiorentina del 1406 l'area fu vietata ai pisani: furono costruite altre fortificazioni, come la Torre Guelfa.
Nel Cinquecento la zona perse la funzione militare. Dove stavano i capannoni nacque l'Orto Botanico, poi spostato altrove, e nel Settecento una caserma per la cavalleria. I bombardamenti del 1943 fecero crollare tutta la copertura dell'unico capannone rimasto.
Nel dopoguerra l'architetto Giovanni Michelucci ideò un parco dedicato a Galileo per l'intera Cittadella, ma il progetto non fu mai completato. La riqualificazione è arrivata solo dopo il 2010, quando il Comune ha acquistato l'area: tre anni di lavori e circa cinque milioni di euro, in gran parte da fondi europei.
Oggi lo spazio ospita esposizioni temporanee e anche matrimoni e ricevimenti. Il consiglio è guardare le arcate con un occhio storico: sono l'unica traccia concreta di quando Pisa dominava il Mediterraneo.