Descrizione
Il Cimitero Ebraico di Pisa sta appena fuori dalle antiche mura, accanto a Piazza dei Miracoli, in corrispondenza dell'antica Porta del Leone. Dal 1674 ospita le sepolture degli ebrei della città ed è ancora in uso: le sue tombe raccontano secoli di storia della comunità ebraica pisana.
Le tombe mostrano gusti diversi: dalle classiche forme trapezoidali allo stile impero, dal neogotico al liberty. Da non perdere sono le lapidi del primo Seicento, portate qui dal cimitero precedente. L'antichità delle tombe permette di ritrovare gli stili artistici che si sono avvicendati nel tempo.
Qui riposano ebrei italiani e molti arrivati dalla Spagna e dal Portogallo, che a Pisa trovarono rifugio. Questa varietà di provenienze mostra quanto sia stata ricca, nei secoli, la presenza ebraica a Pisa. Alcuni forestieri scelsero di farsi seppellire qui proprio per la vicinanza ai grandi monumenti della piazza.
Nel 1618, per effetto della «Livornina», uno dei provvedimenti granducali per far crescere la popolazione di Pisa e Livorno, era nato un nuovo cimitero. Ma Ferdinando II voleva una fagianaia proprio su quell'area, e concesse in cambio il lotto attuale: così, nel 1674, nacque questo cimitero.
Le tombe ebraiche a Pisa sono molto più antiche, e i documenti pubblici e privati lo provano. Dal Duecento in poi ci furono almeno quattro, forse cinque cimiteri tra Porta Nuova e la Cittadella. Del più antico restano iscrizioni funebri duecentesche, incise sulle mura medievali ai due lati di Porta Nuova.
Gli altri sorsero fino alla seconda metà del Cinquecento su terreni dell'importante famiglia da Pisa, acquistati proprio per questo scopo.
Nel cimitero è sepolto, tra gli altri, Carlo Cammeo, vissuto tra il 1897 e il 1921.
Le tombe mostrano gusti diversi: dalle classiche forme trapezoidali allo stile impero, dal neogotico al liberty. Da non perdere sono le lapidi del primo Seicento, portate qui dal cimitero precedente. L'antichità delle tombe permette di ritrovare gli stili artistici che si sono avvicendati nel tempo.
Qui riposano ebrei italiani e molti arrivati dalla Spagna e dal Portogallo, che a Pisa trovarono rifugio. Questa varietà di provenienze mostra quanto sia stata ricca, nei secoli, la presenza ebraica a Pisa. Alcuni forestieri scelsero di farsi seppellire qui proprio per la vicinanza ai grandi monumenti della piazza.
Nel 1618, per effetto della «Livornina», uno dei provvedimenti granducali per far crescere la popolazione di Pisa e Livorno, era nato un nuovo cimitero. Ma Ferdinando II voleva una fagianaia proprio su quell'area, e concesse in cambio il lotto attuale: così, nel 1674, nacque questo cimitero.
Le tombe ebraiche a Pisa sono molto più antiche, e i documenti pubblici e privati lo provano. Dal Duecento in poi ci furono almeno quattro, forse cinque cimiteri tra Porta Nuova e la Cittadella. Del più antico restano iscrizioni funebri duecentesche, incise sulle mura medievali ai due lati di Porta Nuova.
Gli altri sorsero fino alla seconda metà del Cinquecento su terreni dell'importante famiglia da Pisa, acquistati proprio per questo scopo.
Nel cimitero è sepolto, tra gli altri, Carlo Cammeo, vissuto tra il 1897 e il 1921.