Descrizione
Il Duomo di Pisa, ufficialmente cattedrale di Santa Maria Assunta, è il capolavoro del romanico pisano e il cuore di Piazza dei Miracoli, accanto alla Torre. Marmo bianco e grigio, una facciata di loggette, cinque navate dentro: è la ricchezza di una repubblica marinara all'apice del suo potere.
Fuori, la facciata ha quattro ordini di loggette sovrapposte e tarsie di marmi colorati; in cima c'è la Madonna con Bambino di Andrea Pisano, e agli angoli i quattro evangelisti di Giovanni Pisano. I tre portali hanno porte di bronzo rifatte dopo l'incendio del 1595 nella bottega del Giambologna.
Sul retro c'è la Porta di San Ranieri, fusa da Bonanno Pisano intorno al 1180, con ventiquattro formelle di storie del Nuovo Testamento. È l'unica porta scampata all'incendio, e per secoli fu l'ingresso dei pisani: i nobili arrivavano da via Santa Maria, che sbocca proprio lì.
Dentro, il Duomo ha un soffitto a cassettoni dorati con lo stemma dei Medici e un'insolita cupola ellittica, dipinta a encausto da Orazio Riminaldi, morto di peste prima di finirla. Nell'abside il mosaico col volto di san Giovanni è di Cimabue, 1302: la sua ultima opera, e l'unica documentata con certezza.
Il pergamo di Giovanni Pisano, del 1302-1310, è considerato il capolavoro della scultura gotica italiana. Al posto delle colonne ha le Virtù scolpite, e i pannelli sono leggermente curvi, una novità. Nel transetto destro c'è la tomba di Enrico VII, l'imperatore morto mentre assediava invano Firenze.
La costruzione cominciò nel 1064, con un decimo del bottino della spedizione di Palermo. L'architetto Buscheto mescolò stili classici, bizantini, lombardi e soprattutto islamici, specchio dei mercanti pisani di casa nel Mediterraneo. La chiesa fu consacrata nel 1118.
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1595 un incendio distrusse gran parte delle decorazioni. Il pergamo si salvò, ma fu smontato durante i restauri e rimontato solo nel 1926, in un altro punto e con i pezzi in ordine diverso dall'originale.
Da non perdere
• Il pergamo di Giovanni Pisano.
• La Porta di San Ranieri.
• Il mosaico di Cimabue.
• La cupola di Riminaldi.
• La tomba di Enrico VII.
Lo sapevi?
• Il lampadario al centro della navata è detto «di Galileo»: per la leggenda, guardandolo oscillare intuì le leggi del pendolo. Ma l'originale, più piccolo, è nel Camposanto.
• Su un marmo del lato nord ci sono le «unghiate del diavolo»: si dice che cambino numero ogni volta che qualcuno le conta.
• Il 25 marzo, Capodanno pisano, a mezzogiorno solare un raggio di sole illumina un uovo di marmo accanto al pergamo.
Fuori, la facciata ha quattro ordini di loggette sovrapposte e tarsie di marmi colorati; in cima c'è la Madonna con Bambino di Andrea Pisano, e agli angoli i quattro evangelisti di Giovanni Pisano. I tre portali hanno porte di bronzo rifatte dopo l'incendio del 1595 nella bottega del Giambologna.
Sul retro c'è la Porta di San Ranieri, fusa da Bonanno Pisano intorno al 1180, con ventiquattro formelle di storie del Nuovo Testamento. È l'unica porta scampata all'incendio, e per secoli fu l'ingresso dei pisani: i nobili arrivavano da via Santa Maria, che sbocca proprio lì.
Dentro, il Duomo ha un soffitto a cassettoni dorati con lo stemma dei Medici e un'insolita cupola ellittica, dipinta a encausto da Orazio Riminaldi, morto di peste prima di finirla. Nell'abside il mosaico col volto di san Giovanni è di Cimabue, 1302: la sua ultima opera, e l'unica documentata con certezza.
Il pergamo di Giovanni Pisano, del 1302-1310, è considerato il capolavoro della scultura gotica italiana. Al posto delle colonne ha le Virtù scolpite, e i pannelli sono leggermente curvi, una novità. Nel transetto destro c'è la tomba di Enrico VII, l'imperatore morto mentre assediava invano Firenze.
La costruzione cominciò nel 1064, con un decimo del bottino della spedizione di Palermo. L'architetto Buscheto mescolò stili classici, bizantini, lombardi e soprattutto islamici, specchio dei mercanti pisani di casa nel Mediterraneo. La chiesa fu consacrata nel 1118.
Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 1595 un incendio distrusse gran parte delle decorazioni. Il pergamo si salvò, ma fu smontato durante i restauri e rimontato solo nel 1926, in un altro punto e con i pezzi in ordine diverso dall'originale.
Da non perdere
• Il pergamo di Giovanni Pisano.
• La Porta di San Ranieri.
• Il mosaico di Cimabue.
• La cupola di Riminaldi.
• La tomba di Enrico VII.
Lo sapevi?
• Il lampadario al centro della navata è detto «di Galileo»: per la leggenda, guardandolo oscillare intuì le leggi del pendolo. Ma l'originale, più piccolo, è nel Camposanto.
• Su un marmo del lato nord ci sono le «unghiate del diavolo»: si dice che cambino numero ogni volta che qualcuno le conta.
• Il 25 marzo, Capodanno pisano, a mezzogiorno solare un raggio di sole illumina un uovo di marmo accanto al pergamo.