Descrizione
Il Palazzo Agostini, detto anche palazzo dell'Ussero o Palazzo Rosso, è uno dei palazzi più scenografici dei lungarni di Pisa: una facciata gotica del Trecento interamente in mattoni rossicci, con un caffè storico al piano terra.
Gli Astajo lo costruirono nella prima metà del Trecento unendo due case-torri. Invece della pietra scelsero la terracotta: formelle decorate con stemmi, foglie e volti coprono cinque pilastri di mattoni che salgono dal portico al tetto.
Ai piani alti si aprono bifore e trifore con colonnine di marmo. La facciata pende un po' verso destra, per il cedimento del terreno, come la Torre. Il portico sul lungarno ha archi ribassati e volte con le ghiere decorate a rilievo.
È uno dei principali esempi di gotico civile in Toscana. Sulla facciata, oltre allo stemma degli Agostini, compaiono quelli delle famiglie che si sono estinte in loro. All'ultimo piano più alto c'era una loggia aperta, poi chiusa, descritta da John Ruskin. La tettoia in cima è un'aggiunta del restauro del 1895.
Il nome attuale viene dagli Agostini, mercanti di seta pisani, che nel 1496 lo comprarono. Prima era passato per mani fiorentine: nel 1495 una cannonata fiorentina colpì «la casa degli Astai», come racconta il cronista Giovanni Portoveneri.
Al piano terra c'è il Caffè dell'Ussero, aperto nel 1775. Il nome viene da «ussero», variante toscana di ussaro. Nel 1839 ospitò il primo Congresso degli Scienziati italiani, e le pareti sono coperte di ricordi di chi vi si fermava.
Tra i frequentatori ricordati ci sono Carducci, Giusti, Marinetti, Ezra Pound, Indro Montanelli e Tiziano Terzani. Nel 1944 il locale fu requisito dalle forze armate americane e riaprì l'anno dopo come «Usserino» in un'altra sede.
Al piano terra aveva sede anche il Cinema Lumière, dal 1899 fino alla chiusura nel 2011: le proiezioni cominciarono nella sala da biliardo del caffè.
Gli Astajo lo costruirono nella prima metà del Trecento unendo due case-torri. Invece della pietra scelsero la terracotta: formelle decorate con stemmi, foglie e volti coprono cinque pilastri di mattoni che salgono dal portico al tetto.
Ai piani alti si aprono bifore e trifore con colonnine di marmo. La facciata pende un po' verso destra, per il cedimento del terreno, come la Torre. Il portico sul lungarno ha archi ribassati e volte con le ghiere decorate a rilievo.
È uno dei principali esempi di gotico civile in Toscana. Sulla facciata, oltre allo stemma degli Agostini, compaiono quelli delle famiglie che si sono estinte in loro. All'ultimo piano più alto c'era una loggia aperta, poi chiusa, descritta da John Ruskin. La tettoia in cima è un'aggiunta del restauro del 1895.
Il nome attuale viene dagli Agostini, mercanti di seta pisani, che nel 1496 lo comprarono. Prima era passato per mani fiorentine: nel 1495 una cannonata fiorentina colpì «la casa degli Astai», come racconta il cronista Giovanni Portoveneri.
Al piano terra c'è il Caffè dell'Ussero, aperto nel 1775. Il nome viene da «ussero», variante toscana di ussaro. Nel 1839 ospitò il primo Congresso degli Scienziati italiani, e le pareti sono coperte di ricordi di chi vi si fermava.
Tra i frequentatori ricordati ci sono Carducci, Giusti, Marinetti, Ezra Pound, Indro Montanelli e Tiziano Terzani. Nel 1944 il locale fu requisito dalle forze armate americane e riaprì l'anno dopo come «Usserino» in un'altra sede.
Al piano terra aveva sede anche il Cinema Lumière, dal 1899 fino alla chiusura nel 2011: le proiezioni cominciarono nella sala da biliardo del caffè.