Descrizione
Piazza Cairoli, che i pisani chiamano piazza della Berlina, è una piazza di Cosimo I a pochi passi dall'Arno, nel quartiere di San Francesco. Ha un portico di archi, una statua su una colonna e una lunga storia di mercato: per secoli è stata la dispensa di Pisa.
Per secoli qui si vendevano frutta e verdura, ma anche vino, pesce, spezie e formaggi. Era la piazza dei Cavoli. Il grano si vendeva altrove, in quella che oggi è piazza delle Vettovaglie.
La piazza era a diretto contatto con le rive del fiume: scalo e ingresso per chi arrivava dal contado lungo l'Arno. Le barche scaricavano i prodotti a pochi metri dai banchi, e la piazza faceva da scalo per l'intera città.
La volle Cosimo I de' Medici verso la metà del Cinquecento, per iniziativa del provveditore Luca Martini. I lavori furono eseguiti da Giovan Battista Cervelliera, già impegnato nel Duomo.
Sul lato ovest i negozi furono ricavati in antichi fondaci medievali, con un portico ad archi su pilastri quadrati. Al centro della loggia, che apparteneva all'Opera del Duomo, c'è lo stemma di Cosimo e di sua moglie Eleonora di Toledo, con il collare del Toson d'oro.
Al centro della piazza, su una colonna, svetta la Dovizia di Pierino da Vinci, la statua dell'abbondanza: il simbolo giusto per una piazza che per secoli ha sfamato Pisa.
Il nome «della Berlina» ricorda un'altra funzione. Qui si teneva la gogna pubblica: chi commetteva reati non gravi veniva legato alle colonne ed esposto alle risate della città, in mezzo ai banchi del mercato.
La piazza ha cambiato nome ben cinque volte, ma sulla carta è piazza Cairoli. Lungo gli altri lati c'erano tettoie di legno, mentre solo il lato con la loggia fu completato.
Per secoli qui si vendevano frutta e verdura, ma anche vino, pesce, spezie e formaggi. Era la piazza dei Cavoli. Il grano si vendeva altrove, in quella che oggi è piazza delle Vettovaglie.
La piazza era a diretto contatto con le rive del fiume: scalo e ingresso per chi arrivava dal contado lungo l'Arno. Le barche scaricavano i prodotti a pochi metri dai banchi, e la piazza faceva da scalo per l'intera città.
La volle Cosimo I de' Medici verso la metà del Cinquecento, per iniziativa del provveditore Luca Martini. I lavori furono eseguiti da Giovan Battista Cervelliera, già impegnato nel Duomo.
Sul lato ovest i negozi furono ricavati in antichi fondaci medievali, con un portico ad archi su pilastri quadrati. Al centro della loggia, che apparteneva all'Opera del Duomo, c'è lo stemma di Cosimo e di sua moglie Eleonora di Toledo, con il collare del Toson d'oro.
Al centro della piazza, su una colonna, svetta la Dovizia di Pierino da Vinci, la statua dell'abbondanza: il simbolo giusto per una piazza che per secoli ha sfamato Pisa.
Il nome «della Berlina» ricorda un'altra funzione. Qui si teneva la gogna pubblica: chi commetteva reati non gravi veniva legato alle colonne ed esposto alle risate della città, in mezzo ai banchi del mercato.
La piazza ha cambiato nome ben cinque volte, ma sulla carta è piazza Cairoli. Lungo gli altri lati c'erano tettoie di legno, mentre solo il lato con la loggia fu completato.