Descrizione
Gli Arsenali Medicei sono otto grandi navate in mattoni sul lungarno di Pisa, dove nel Cinquecento si costruivano le galee della flotta toscana. Oggi ospitano il museo delle navi antiche, con barche romane conservate quasi intere.
Il primo museo nasce da un'idea di Cosimo I de' Medici. Dopo la resa di Pisa a Firenze nel 1509 la città aveva perso il mare, e Cosimo volle riportarle le navi. Il progetto è attribuito a Buontalenti.
Le otto navate sono lunghe in media 60 metri. Già attivo prima del 1540, il cantiere varò nel 1546 la prima galea fatta interamente da maestranze locali. Lavorava per le navi dell'Ordine di Santo Stefano.
Il cantiere cresceva così in fretta da sfrattare l'orto botanico, il Giardino dei Semplici, spostato nel 1563. Ma Livorno e Portoferraio presero il sopravvento. Poi gli arsenali furono una scuderia reale, e nella Seconda guerra mondiale una navata fu distrutta.
Il Museo delle navi antiche è aperto dal 2019. Le imbarcazioni furono trovate nel dicembre 1998, durante i lavori vicino alla stazione di San Rossore: almeno trenta barche affondate in nove alluvioni, dal II secolo a.C. al VII d.C.
Il fango senza ossigeno ha conservato anche legno, corde, cesti, attrezzi da pesca e carichi di anfore. Si è parlato di una «Pompei marittima». Le navi arrivavano da Gallia, Campania e Adriatico.
Da non perdere l'Alkedo, nave da diporto a forma di nave da guerra, con dodici rematori. Il nome, «gabbiano» in latino, era scritto in lettere greche su una panca. Poi la nave da carico con il marinaio trovato sotto il carico, ancora abbracciato al suo cane.
Il percorso è in otto sezioni. Ci sono barconi fluviali a fondo piatto, la lunga barca affusolata simile a una gondola e una sezione sulla vita di bordo.
Il primo museo nasce da un'idea di Cosimo I de' Medici. Dopo la resa di Pisa a Firenze nel 1509 la città aveva perso il mare, e Cosimo volle riportarle le navi. Il progetto è attribuito a Buontalenti.
Le otto navate sono lunghe in media 60 metri. Già attivo prima del 1540, il cantiere varò nel 1546 la prima galea fatta interamente da maestranze locali. Lavorava per le navi dell'Ordine di Santo Stefano.
Il cantiere cresceva così in fretta da sfrattare l'orto botanico, il Giardino dei Semplici, spostato nel 1563. Ma Livorno e Portoferraio presero il sopravvento. Poi gli arsenali furono una scuderia reale, e nella Seconda guerra mondiale una navata fu distrutta.
Il Museo delle navi antiche è aperto dal 2019. Le imbarcazioni furono trovate nel dicembre 1998, durante i lavori vicino alla stazione di San Rossore: almeno trenta barche affondate in nove alluvioni, dal II secolo a.C. al VII d.C.
Il fango senza ossigeno ha conservato anche legno, corde, cesti, attrezzi da pesca e carichi di anfore. Si è parlato di una «Pompei marittima». Le navi arrivavano da Gallia, Campania e Adriatico.
Da non perdere l'Alkedo, nave da diporto a forma di nave da guerra, con dodici rematori. Il nome, «gabbiano» in latino, era scritto in lettere greche su una panca. Poi la nave da carico con il marinaio trovato sotto il carico, ancora abbracciato al suo cane.
Il percorso è in otto sezioni. Ci sono barconi fluviali a fondo piatto, la lunga barca affusolata simile a una gondola e una sezione sulla vita di bordo.