Descrizione
Il Battistero di San Giovanni, in Piazza dei Miracoli, davanti alla facciata del Duomo, è il più grande battistero del mondo: 107 metri di circonferenza e quasi 55 di altezza. È un edificio rotondo, romanico in basso e gotico in alto, famoso anche per l'acustica eccezionale dell'interno. Sostituì un battistero più piccolo, che sorgeva dove oggi c'è il Camposanto.
Dentro colpisce la semplicità: poche decorazioni e un grande spazio circolare. Al centro sta il fonte battesimale ottagonale del 1246, opera di Guido Bigarelli da Arogno, con la statua in bronzo di San Giovanni Battista. Dietro, l'area dell'altare ha un pavimento cosmatesco.
Il pezzo forte è il pulpito di Nicola Pisano, scolpito tra il 1255 e il 1260. Sui cinque pannelli ci sono le scene della vita di Cristo, e al posto delle colonne le Virtù. L'Ercole nudo, di gusto classico, fa di Nicola un precursore del Rinascimento.
Sopra il giro dei pilastri corre il matroneo, una galleria alta, raggiunta da una scala ricavata nello spessore del muro. Fuori, il portale di fronte al Duomo ha sull'architrave episodi della vita del Battista, e ai lati due lesene con il ciclo dei mesi. In cima alla cupola c'è la statua di San Giovanni Battista, del 1395.
Fu fondato nell'agosto del 1152, e il primo architetto volle lasciare la firma: «Diotisalvi magister», su un pilastro all'interno. Aveva in mente due edifici di Gerusalemme, la Cupola della Roccia e il Santo Sepolcro.
Il cantiere durò più di due secoli, e ogni generazione ci mise del suo. Diotisalvi aveva progettato una cupola a tronco di cono, perché le grandi cupole a mezza sfera erano all'epoca quasi un mistero. Nicola e Giovanni Pisano aggiunsero logge, statue e una cupola tonda che nasconde quella originale.
Il tetto racconta ancora qualcosa: tegole rosse verso il mare, lastre di piombo verso levante. Forse finirono i soldi; per un'altra ipotesi, il piombo che rifletteva la luna faceva da faro per le navi.
Nell'Ottocento un restauro radicale rimosse molte statue dei Pisano, nonostante le proteste di alcuni intellettuali pisani. Quasi tutte andarono perdute; le poche salvate sono al Museo dell'Opera del Duomo.
Da non perdere
• Il pulpito di Nicola Pisano.
• Il fonte battesimale.
• Il matroneo.
• L'acustica dell'aula circolare.
Lo sapevi?
• Anche il Battistero pende un po', verso la cattedrale.
• Accanto al portale c'è un'iscrizione che nessuno è ancora riuscito a decifrare.
• In origine un'apertura nel soffitto faceva scendere la luce dritta sul fonte.
Dentro colpisce la semplicità: poche decorazioni e un grande spazio circolare. Al centro sta il fonte battesimale ottagonale del 1246, opera di Guido Bigarelli da Arogno, con la statua in bronzo di San Giovanni Battista. Dietro, l'area dell'altare ha un pavimento cosmatesco.
Il pezzo forte è il pulpito di Nicola Pisano, scolpito tra il 1255 e il 1260. Sui cinque pannelli ci sono le scene della vita di Cristo, e al posto delle colonne le Virtù. L'Ercole nudo, di gusto classico, fa di Nicola un precursore del Rinascimento.
Sopra il giro dei pilastri corre il matroneo, una galleria alta, raggiunta da una scala ricavata nello spessore del muro. Fuori, il portale di fronte al Duomo ha sull'architrave episodi della vita del Battista, e ai lati due lesene con il ciclo dei mesi. In cima alla cupola c'è la statua di San Giovanni Battista, del 1395.
Fu fondato nell'agosto del 1152, e il primo architetto volle lasciare la firma: «Diotisalvi magister», su un pilastro all'interno. Aveva in mente due edifici di Gerusalemme, la Cupola della Roccia e il Santo Sepolcro.
Il cantiere durò più di due secoli, e ogni generazione ci mise del suo. Diotisalvi aveva progettato una cupola a tronco di cono, perché le grandi cupole a mezza sfera erano all'epoca quasi un mistero. Nicola e Giovanni Pisano aggiunsero logge, statue e una cupola tonda che nasconde quella originale.
Il tetto racconta ancora qualcosa: tegole rosse verso il mare, lastre di piombo verso levante. Forse finirono i soldi; per un'altra ipotesi, il piombo che rifletteva la luna faceva da faro per le navi.
Nell'Ottocento un restauro radicale rimosse molte statue dei Pisano, nonostante le proteste di alcuni intellettuali pisani. Quasi tutte andarono perdute; le poche salvate sono al Museo dell'Opera del Duomo.
Da non perdere
• Il pulpito di Nicola Pisano.
• Il fonte battesimale.
• Il matroneo.
• L'acustica dell'aula circolare.
Lo sapevi?
• Anche il Battistero pende un po', verso la cattedrale.
• Accanto al portale c'è un'iscrizione che nessuno è ancora riuscito a decifrare.
• In origine un'apertura nel soffitto faceva scendere la luce dritta sul fonte.