Descrizione
La chiesa del Santo Sepolcro è una piccola chiesa ottagonale tra via San Martino e il Lungarno, nel cuore di Pisa. Con il tetto a piramide e le pareti in pietra sembra un piccolo castello, ma non è un edificio dei Templari.
Appartenne agli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, poi ai Cavalieri di Malta. Molti la scambiano per una chiesa templare, ma è un errore.
Dentro, otto pilastri di pietra calcarea reggono archi a sesto acuto e un alto tamburo finestrato, coperto da una cuspide piramidale di mattoni lasciati a vista. Attorno gira un ambulacro, pure ottagonale: basta guardare in alto per capire come è costruita.
Da non perdere la lastra tombale di Maria Mancini, nipote del cardinale Mazzarino e favorita del Re Sole Luigi XIV. Poco più in là c'è il pozzo con la secchia che si ritiene appartenuta a santa Ubaldesca, che da lì attingeva acqua per i pellegrini.
Sono interessanti anche i portali, ognuno con uno stile diverso, tra decorazioni di foglie e teste di leoni o di tori scolpite nel marmo. C'è anche il busto-reliquiario della santa, del Quattrocento, e un dipinto su tavola, una Madonna col Bambino, dello stesso secolo.
Il nome viene dalla crociata guidata dall'arcivescovo di Pisa Daiberto. Al ritorno i pisani vollero un edificio che fosse insieme chiesa, ospedale, albergo e monastero: l'interno riproduce il Santo Sepolcro, l'esterno a otto lati ricorda la moschea di Omar, che allora si credeva il Tempio di Salomone.
Una lapide sul campanile dice che l'autore sarebbe Diotisalvi, l'architetto del Battistero. Gli studiosi però ne dubitano, anche perché la scritta è sul campanile e non sulla chiesa. Resta aperto se sia nata prima o dopo il Battistero.
Nell'Ottocento un restauro tolse il portico cinquecentesco e gli arredi barocchi e riportò alla luce il pavimento originale, oltre un metro sotto il livello della piazza. La costruzione è così precisa che l'edificio intero sta in un cubo di circa 24 metri, cioè 41 braccia.
Appartenne agli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, poi ai Cavalieri di Malta. Molti la scambiano per una chiesa templare, ma è un errore.
Dentro, otto pilastri di pietra calcarea reggono archi a sesto acuto e un alto tamburo finestrato, coperto da una cuspide piramidale di mattoni lasciati a vista. Attorno gira un ambulacro, pure ottagonale: basta guardare in alto per capire come è costruita.
Da non perdere la lastra tombale di Maria Mancini, nipote del cardinale Mazzarino e favorita del Re Sole Luigi XIV. Poco più in là c'è il pozzo con la secchia che si ritiene appartenuta a santa Ubaldesca, che da lì attingeva acqua per i pellegrini.
Sono interessanti anche i portali, ognuno con uno stile diverso, tra decorazioni di foglie e teste di leoni o di tori scolpite nel marmo. C'è anche il busto-reliquiario della santa, del Quattrocento, e un dipinto su tavola, una Madonna col Bambino, dello stesso secolo.
Il nome viene dalla crociata guidata dall'arcivescovo di Pisa Daiberto. Al ritorno i pisani vollero un edificio che fosse insieme chiesa, ospedale, albergo e monastero: l'interno riproduce il Santo Sepolcro, l'esterno a otto lati ricorda la moschea di Omar, che allora si credeva il Tempio di Salomone.
Una lapide sul campanile dice che l'autore sarebbe Diotisalvi, l'architetto del Battistero. Gli studiosi però ne dubitano, anche perché la scritta è sul campanile e non sulla chiesa. Resta aperto se sia nata prima o dopo il Battistero.
Nell'Ottocento un restauro tolse il portico cinquecentesco e gli arredi barocchi e riportò alla luce il pavimento originale, oltre un metro sotto il livello della piazza. La costruzione è così precisa che l'edificio intero sta in un cubo di circa 24 metri, cioè 41 braccia.