Descrizione
La chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri sorge in piazza dei Cavalieri, nel centro di Pisa: una chiesa di marmo bianco, piena di bandiere conquistate alle navi nemiche. Racconta l'Ordine fondato da Cosimo I per combattere la pirateria nel Mediterraneo.
Cosimo I de' Medici pose la prima pietra il 17 aprile 1565. Il progetto era di Giorgio Vasari, che per lavorare in libertà fece demolire l'antica chiesa di San Sebastiano. Fu consacrata nel 1569.
La facciata di marmo bianco di Carrara non è sua: fu preferito il disegno di don Giovanni de' Medici, figliastro di Cosimo. Ha due ordini con colonne e lesene, e in alto lo stemma dei Medici e dell'Ordine. Il campanile, aggiunto nel 1570-1572, è su disegno di Vasari.
Dentro, tutto celebra le imprese dei cavalieri. Alle pareti ci sono bandiere strappate alle navi islamiche tra la metà del Cinquecento e l'inizio del Settecento, e antichi fanali di navi fra le finestre.
Da non perdere il soffitto ligneo dorato, intagliato da Bartolomeo Atticciati nel 1604. Ha sei tavole sulle imprese dell'Ordine, tra cui la Vestizione di Cosimo I del Cigoli e il Ritorno della flotta da Lepanto di Jacopo Ligozzi.
Poi la Lapidazione di santo Stefano, dipinta dallo stesso Vasari nel 1571, e la Natività del Bronzino del 1564. Nel presbiterio l'altare maggiore del Foggini, in marmi policromi e bronzo dorato, sovrasta l'urna con le reliquie del santo, arrivate da Trani nel 1682.
Controfacciata e lati conservano frammenti di legno scolpito con figure di schiavi turchi, animali e armi: secondo la tradizione, parte di un'imbarcazione da parata dell'Ordine. Sono della fine del Seicento.
Le due navate laterali non erano previste. La chiesa nacque a navata unica, ma dopo la soppressione dell'Ordine, nel 1859, due corpi laterali, usati prima come spogliatoi e magazzini dei cavalieri, furono trasformati in vani simili a navate.
Nel Seicento le pareti si riempirono delle tele dei maggiori pittori fiorentini. Il grande organo di Giovanni Tamburini, del 1914, ha tre tastiere e occupa le cantorie progettate da Vasari ai lati dell'altare.
Cosimo I de' Medici pose la prima pietra il 17 aprile 1565. Il progetto era di Giorgio Vasari, che per lavorare in libertà fece demolire l'antica chiesa di San Sebastiano. Fu consacrata nel 1569.
La facciata di marmo bianco di Carrara non è sua: fu preferito il disegno di don Giovanni de' Medici, figliastro di Cosimo. Ha due ordini con colonne e lesene, e in alto lo stemma dei Medici e dell'Ordine. Il campanile, aggiunto nel 1570-1572, è su disegno di Vasari.
Dentro, tutto celebra le imprese dei cavalieri. Alle pareti ci sono bandiere strappate alle navi islamiche tra la metà del Cinquecento e l'inizio del Settecento, e antichi fanali di navi fra le finestre.
Da non perdere il soffitto ligneo dorato, intagliato da Bartolomeo Atticciati nel 1604. Ha sei tavole sulle imprese dell'Ordine, tra cui la Vestizione di Cosimo I del Cigoli e il Ritorno della flotta da Lepanto di Jacopo Ligozzi.
Poi la Lapidazione di santo Stefano, dipinta dallo stesso Vasari nel 1571, e la Natività del Bronzino del 1564. Nel presbiterio l'altare maggiore del Foggini, in marmi policromi e bronzo dorato, sovrasta l'urna con le reliquie del santo, arrivate da Trani nel 1682.
Controfacciata e lati conservano frammenti di legno scolpito con figure di schiavi turchi, animali e armi: secondo la tradizione, parte di un'imbarcazione da parata dell'Ordine. Sono della fine del Seicento.
Le due navate laterali non erano previste. La chiesa nacque a navata unica, ma dopo la soppressione dell'Ordine, nel 1859, due corpi laterali, usati prima come spogliatoi e magazzini dei cavalieri, furono trasformati in vani simili a navate.
Nel Seicento le pareti si riempirono delle tele dei maggiori pittori fiorentini. Il grande organo di Giovanni Tamburini, del 1914, ha tre tastiere e occupa le cantorie progettate da Vasari ai lati dell'altare.