Descrizione
San Michele in Borgo è una chiesa romanica in Borgo Stretto, la via dei portici nel centro di Pisa. Ha una facciata a loggette, un interno a tre navate e, sotto l'altare, una cripta con affreschi di animali fantastici: una sosta piccola, ma piena di sorprese.
Tra i marmi della facciata si leggono ancora scritte del Seicento. Non sono preghiere né dediche: riguardano l'elezione del rettore dell'Università.
La parte bassa è del Duecento, quella alta a loggette del Trecento, in stile romanico pisano con influenze gotiche. Il tabernacolo con la Madonna e il Bambino, di Lupo di Francesco, è una copia: l'originale è al Museo di San Matteo.
Dentro ci sono tre navate e otto campate, con un Crocifisso in marmo attribuito a Nino Pisano all'altare sinistro. L'altare maggiore, del Settecento, ha una Madonna col Bambino e santi dipinta da Baccio Lomi tra il 1572 e il 1574. In controfacciata, un affresco duecentesco di San Michele.
La sorpresa più bella sta sotto l'altare: una cripta dell'XI-XII secolo, con volte a crociera e capitelli romani, e affreschi di animali fantastici, tra cui un ippogrifo, un leone, un'aquila e un cavallo alato marino. Peccato che sia allagata da anni. La descrisse per primo, nel 1791, lo storico pisano Alessandro da Morrona.
La chiesa nacque verso il 1016, con un monastero di Benedettini, poi passato ai Camaldolesi. La facciata si salvò dai bombardamenti della seconda guerra mondiale; il chiostro e il monastero no, e al loro posto è stato costruito il complesso della Mattonaia.
Il volto della chiesa è cambiato più volte: il campanile medievale fu trasformato nel 1676, e la ricostruzione dopo la guerra finì nel 1963.
Nel coro, intanto, si tennero le prime sessioni del Conciliabolo di Pisa, prima che si trasferisse in Duomo. I cinque sarcofagi romani che c'erano dentro sono oggi nel Camposanto, e i frammenti del pulpito trecentesco al Museo di San Matteo.
Tra i marmi della facciata si leggono ancora scritte del Seicento. Non sono preghiere né dediche: riguardano l'elezione del rettore dell'Università.
La parte bassa è del Duecento, quella alta a loggette del Trecento, in stile romanico pisano con influenze gotiche. Il tabernacolo con la Madonna e il Bambino, di Lupo di Francesco, è una copia: l'originale è al Museo di San Matteo.
Dentro ci sono tre navate e otto campate, con un Crocifisso in marmo attribuito a Nino Pisano all'altare sinistro. L'altare maggiore, del Settecento, ha una Madonna col Bambino e santi dipinta da Baccio Lomi tra il 1572 e il 1574. In controfacciata, un affresco duecentesco di San Michele.
La sorpresa più bella sta sotto l'altare: una cripta dell'XI-XII secolo, con volte a crociera e capitelli romani, e affreschi di animali fantastici, tra cui un ippogrifo, un leone, un'aquila e un cavallo alato marino. Peccato che sia allagata da anni. La descrisse per primo, nel 1791, lo storico pisano Alessandro da Morrona.
La chiesa nacque verso il 1016, con un monastero di Benedettini, poi passato ai Camaldolesi. La facciata si salvò dai bombardamenti della seconda guerra mondiale; il chiostro e il monastero no, e al loro posto è stato costruito il complesso della Mattonaia.
Il volto della chiesa è cambiato più volte: il campanile medievale fu trasformato nel 1676, e la ricostruzione dopo la guerra finì nel 1963.
Nel coro, intanto, si tennero le prime sessioni del Conciliabolo di Pisa, prima che si trasferisse in Duomo. I cinque sarcofagi romani che c'erano dentro sono oggi nel Camposanto, e i frammenti del pulpito trecentesco al Museo di San Matteo.