Descrizione
Il Museo nazionale di San Matteo è il più importante museo di pittura e scultura di Pisa, in un ex convento sul Lungarno. Raccoglie opere dei maestri pisani e toscani dal XII al XVII secolo: è considerato uno dei musei più importanti d'Europa per l'arte medievale, e forse è meno noto di quanto meriterebbe.
Il cuore del museo sono le croci dipinte. La più celebre è quella di Giunta Pisano, della metà del Duecento: un Cristo sofferente, carico di tensione, antenato diretto dei crocifissi di Cimabue e di Giotto. Accanto, una serie di croci ancora più antiche.
Nella stessa sala c'è la Madonna del Maestro di San Martino, pittore senza nome che lo storico Roberto Longhi considerava un precursore di Cimabue e di Giotto. Più avanti c'è il polittico di Santa Caterina di Simone Martini, completo di predella e cuspidi.
Il primo Rinascimento ha una sala tutta sua: il San Paolo di Masaccio, del 1426, la Madonna col Bambino di Beato Angelico e il busto reliquiario di San Rossore, in bronzo, di Donatello. Ci sono anche le statue originali di Santa Maria della Spina, sostituite da copie, e le sculture di Andrea e Nino Pisano.
Il percorso parte dall'archeologia: un sarcofago paleocristiano con il Buon Pastore, lapidi etrusche e romane, reperti longobardi trovati vicino al Duomo. Poi viene la sezione di ceramiche: bacini islamici e pisani che un tempo decoravano le facciate delle chiese, dove oggi ci sono copie. Raccontano gli scambi di Pisa nel Mediterraneo, nel periodo d'oro della repubblica marinara.
Qui si scopre una cosa che sorprende molti: secondo un numero crescente di studiosi, fino alle soglie del Duecento la scuola pittorica pisana fu la più importante d'Italia, prima di Cimabue e di Giotto.
Tutto cominciò nel 1796, quando il canonico Sebastiano Zucchetti donò la sua collezione all'Opera del Duomo. Lasciti e acquisti fecero il resto, e nel 1949 le opere trovarono casa nell'ex convento di San Matteo, prima monastero di suore benedettine e poi carcere cittadino.
Da non perdere
• La croce di Giunta Pisano.
• Il polittico di Simone Martini.
• Il San Paolo di Masaccio.
• Il busto di San Rossore di Donatello.
Lo sapevi?
• Il Crocifisso della Dogana, del 1437, contiene la più antica veduta del Duomo di Pisa.
• Molti bacini di ceramica esposti erano murati sulle facciate delle chiese pisane.
• Tra i codici miniati c'è la famosa Bibbia di Calci.
Il cuore del museo sono le croci dipinte. La più celebre è quella di Giunta Pisano, della metà del Duecento: un Cristo sofferente, carico di tensione, antenato diretto dei crocifissi di Cimabue e di Giotto. Accanto, una serie di croci ancora più antiche.
Nella stessa sala c'è la Madonna del Maestro di San Martino, pittore senza nome che lo storico Roberto Longhi considerava un precursore di Cimabue e di Giotto. Più avanti c'è il polittico di Santa Caterina di Simone Martini, completo di predella e cuspidi.
Il primo Rinascimento ha una sala tutta sua: il San Paolo di Masaccio, del 1426, la Madonna col Bambino di Beato Angelico e il busto reliquiario di San Rossore, in bronzo, di Donatello. Ci sono anche le statue originali di Santa Maria della Spina, sostituite da copie, e le sculture di Andrea e Nino Pisano.
Il percorso parte dall'archeologia: un sarcofago paleocristiano con il Buon Pastore, lapidi etrusche e romane, reperti longobardi trovati vicino al Duomo. Poi viene la sezione di ceramiche: bacini islamici e pisani che un tempo decoravano le facciate delle chiese, dove oggi ci sono copie. Raccontano gli scambi di Pisa nel Mediterraneo, nel periodo d'oro della repubblica marinara.
Qui si scopre una cosa che sorprende molti: secondo un numero crescente di studiosi, fino alle soglie del Duecento la scuola pittorica pisana fu la più importante d'Italia, prima di Cimabue e di Giotto.
Tutto cominciò nel 1796, quando il canonico Sebastiano Zucchetti donò la sua collezione all'Opera del Duomo. Lasciti e acquisti fecero il resto, e nel 1949 le opere trovarono casa nell'ex convento di San Matteo, prima monastero di suore benedettine e poi carcere cittadino.
Da non perdere
• La croce di Giunta Pisano.
• Il polittico di Simone Martini.
• Il San Paolo di Masaccio.
• Il busto di San Rossore di Donatello.
Lo sapevi?
• Il Crocifisso della Dogana, del 1437, contiene la più antica veduta del Duomo di Pisa.
• Molti bacini di ceramica esposti erano murati sulle facciate delle chiese pisane.
• Tra i codici miniati c'è la famosa Bibbia di Calci.