Descrizione
La chiesa di San Nicola sta nel cuore di Pisa, in via Santa Maria, a due passi da Palazzo Reale. È una chiesa romanica con la facciata a tarsie e un campanile ottagonale, il più caratteristico della città dopo la Torre pendente.
Il campanile è un prisma ottagonale con arcate cieche, losanghe e una cella campanaria esagonale cinta da una galleria di archetti. È leggermente inclinato e policromo: verrucano chiaro, pietra scura di Livorno, marmo bianco, granito dell'Elba.
La sorpresa è la scala a chiocciola all'interno. A differenza di quella della Torre, non è chiusa tra due muri: gira libera su una galleria di archetti e colonnine. Vasari la citò come modello per il Pozzo di San Patrizio a Orvieto.
Chi l'ha progettato? Vasari lo attribuiva a Nicola Pisano, ma l'attribuzione è incerta. Alcuni datano il campanile al 1170 e lo assegnano a Diotisalvi, altri lo collocano tra il 1230 e il 1250.
La facciata è in romanico pisano, con lesene, archi ciechi, losanghe e tarsie del XII secolo. Secondo uno studio, in una lunetta i cerchi dell'intarsio seguirebbero la successione di Fibonacci: li avrebbe notati un professore di Petrologia dell'Università di Pisa.
Dentro, nella chiesa rinnovata nel Seicento, si trovano dipinti e sculture dei secoli XIV e XV: la Madonna col Bambino di Francesco Traini, la tavola San Nicola salva Pisa dalla peste, il Crocifisso di Giovanni Pisano e la Madonna di Nino Pisano. Non manca un grande organo a tre tastiere.
La chiesa è citata dal 1097, con il convento. Gli Agostiniani la ampliarono tra la fine del Duecento e il 1313. Ancora oggi un passaggio coperto, su archi, scavalca la strada fino al Palazzo delle Vedove.
Lì vivevano alcune donne di casa Medici. Grazie a quel passaggio potevano andare a messa senza mettere piede in strada.
Il campanile è un prisma ottagonale con arcate cieche, losanghe e una cella campanaria esagonale cinta da una galleria di archetti. È leggermente inclinato e policromo: verrucano chiaro, pietra scura di Livorno, marmo bianco, granito dell'Elba.
La sorpresa è la scala a chiocciola all'interno. A differenza di quella della Torre, non è chiusa tra due muri: gira libera su una galleria di archetti e colonnine. Vasari la citò come modello per il Pozzo di San Patrizio a Orvieto.
Chi l'ha progettato? Vasari lo attribuiva a Nicola Pisano, ma l'attribuzione è incerta. Alcuni datano il campanile al 1170 e lo assegnano a Diotisalvi, altri lo collocano tra il 1230 e il 1250.
La facciata è in romanico pisano, con lesene, archi ciechi, losanghe e tarsie del XII secolo. Secondo uno studio, in una lunetta i cerchi dell'intarsio seguirebbero la successione di Fibonacci: li avrebbe notati un professore di Petrologia dell'Università di Pisa.
Dentro, nella chiesa rinnovata nel Seicento, si trovano dipinti e sculture dei secoli XIV e XV: la Madonna col Bambino di Francesco Traini, la tavola San Nicola salva Pisa dalla peste, il Crocifisso di Giovanni Pisano e la Madonna di Nino Pisano. Non manca un grande organo a tre tastiere.
La chiesa è citata dal 1097, con il convento. Gli Agostiniani la ampliarono tra la fine del Duecento e il 1313. Ancora oggi un passaggio coperto, su archi, scavalca la strada fino al Palazzo delle Vedove.
Lì vivevano alcune donne di casa Medici. Grazie a quel passaggio potevano andare a messa senza mettere piede in strada.