Camposanto Monumentale

Camposanto Monumentale

Piazza dei Miracoli. (Apri Mappa)

Descrizione

Il Camposanto Monumentale è il cimitero storico di Pisa, un lungo recinto di marmo bianco che chiude il lato nord di Piazza dei Miracoli. All'interno è un chiostro gotico, con affreschi del Trecento e sarcofagi romani: per secoli fu il «pantheon» dei pisani più importanti, e nell'Ottocento il primo museo della città.

Il pezzo più celebre è il Trionfo della Morte, l'affresco di Buonamico Buffalmacco, del 1336 circa: la Morte piomba su una lieta brigata di giovani, mentre angeli e demoni si contendono le anime, raffigurate come bambini. Accanto ci sono il Giudizio finale e l'Inferno, con Lucifero che addenta i dannati.

Nelle gallerie ci sono anche le storie dell'Antico Testamento di Benozzo Gozzoli, dipinte tra il 1468 e il 1483, e la Cosmografia teologica di Piero di Puccio, fatta di cerchi concentrici. Sotto le arcate corrono i sarcofagi romani, tra 28 e 31, riusati per le sepolture dei nobili pisani.

Nella cappella Aulla è conservata la lampada di Galileo: per il Camposanto è quella che lo scienziato vide oscillare. In un tratto si vedono anche parti della catena del Porto Pisano, spezzata dopo la sconfitta della Meloria e portata a Genova.

L'esterno è un semplice muro di marmo bianco con 43 arcate cieche; l'ingresso, sulla piazza, ha un tabernacolo gotico con la Madonna e quattro santi. Dentro, le arcate a sesto acuto con le loro traforature furono completate nel 1464, in stile gotico fiorito.

La leggenda dice che il Campo Santo fu riempito di terra portata dal Golgota sulle navi pisane. La verità è più prosaica: attorno al Duomo le tombe si erano moltiplicate, e il Comune voleva toglierle di mezzo. Solo il 19 giugno 1277 l'arcivescovo Federico Visconti cedette il terreno.

Poi arrivò il 27 luglio 1944: un colpo dell'artiglieria alleata incendiò il tetto, e il piombo fuso colò sugli affreschi e sui marmi del pavimento, lasciando tracce ancora visibili. Gli affreschi furono staccati in fretta, e cominciò un restauro lunghissimo.

Quel disastro rivelò una sorpresa: sotto l'intonaco c'erano le sinopie, i disegni preparatori dei pittori, molto ben conservate. Sono esposte nel Museo delle Sinopie, sul lato sud della piazza.

Da non perdere
• Il Trionfo della Morte.
• Gli affreschi di Benozzo Gozzoli.
• I sarcofagi romani.
• La lampada di Galileo.

Lo sapevi?
• Il recinto è un po' storto rispetto all'asse tra Duomo e Battistero: un gioco di prospettiva che fa sembrare la piazza più grande.
• Il nome «Campo Santo» compare nei documenti dal 1287, e fuori da Pisa era sconosciuto almeno fino al 1406.